Squali a bocca quasi asciutta. Analisi della seconda puntata

3 milioni di spettatori. Questo il numero a dir poco eccezionale ottenuto dalla seconda puntata di Shark Tank su Italia 1. Fra questi c’eravamo anche noi che, dopo il successo della prima puntata di cui abbiamo parlato in un post precedente (link), eravamo proprio curiose di vedere il proseguimento. La differenza fra le due puntate decisamente si è notata in termini di qualità dei progetti presentati, anche se i numeri dicono il contrario ed è già pronta la terza serata fuori programma. Ecco alcuni spunti di riflessione che Shark Tank Italia di giovedì 28 maggio ci ha portato.

Shark Tank IT

Gli investitori di Shark Tank Italia

Un fattore comune a tutti i pitch presentati dagli startupper l’evidente esigenza, e in molti casi volontà, di impiegare gran parte del budget richiesto agli shark in attività di marketing e comunicazione. Altrettanto comune, ahimè, la difficoltà nell’individuare strategie efficaci di vendita, distribuzione, sviluppo e visione a medio lungo termine. Nella prima puntata molti i casi “vincenti”, con ottime potenzialità e buoni piani di business, ma nella seconda? Tanto “fattore umano”, che certo non guasta, ma quando questo diventa mera strumentalizzazione delle emozioni per raggiungere un obiettivo, allora qualcosa stride, scricchiola e si rompe. E un piccolo dubbio ci sorge spontaneo…era davvero questa la puntata “originale”, oppure la produzione ha deciso di sottostare alle regole dello share e dell’audience, presentandoci progetti vagamente trash al grido di “famolo strano”?! Staremo a vedere con i pitch di giovedì prossimo.

Ma veniamo alla nostra intervista doppia, dove vi raccontiamo in breve cosa abbiamo apprezzato e cosa non ci è piaciuto.

 

ANNA VETTURI

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Secondo te qual è stata l’idea di business migliore?

Orange Fiber, decisamente originale e innovativa. Un apprezzamento a Se i quadri potessero parlare, un’idea che ha spopolato sui social già l’anno scorso e ha saputo sfruttare la viralizzazione di questi canali di comunicazione. Mi ha stupito invece lo scarso consenso ottenuto da Pubster, una realtà già ben nota e molto apprezzata nel mondo delle startup. Forse questo può essere un esempio di come la sensibilità degli addetti ai lavori non sempre coincida con le regole del mercato.

E la peggiore?

Secondo me il Birrino e la Culla dell’Amore mancano sia nell’idea sia nella definizione strategica dello sviluppo.

Chi ha saputo comunicare meglio la propria idea?

Per me a pari merito DIS e Orange Fiber.

Quale “shark” hai apprezzato di più?

Ancora Dettori e la sua “cavolata gigatomica”!

Quale business ti piacerebbe comunicare?

Orange Fiber, perché si può spaziare dall’ecosostenibilità alla moda.

BARBARA MILINI

avatar_Baby2Secondo te qual è stata l’idea di business migliore?

Decisamente Orange Fiber: innovativa, fuori dagli schemi, legata a temi di grande attualità quali la sostenibilità, la riduzione degli sprechi e il benessere del corpo. Non male anche DIS, ma forse un mercato già saturo come ha prontamente suggerito Dettori durante il pitch.

 

E la peggiore?

A livello di pitch direi Il Birrino, poco preparato. Infastidita anche da Wisshh dove il “caso umano” ha sovrastato ciò che poteva essere un’idea carina, anche se poco incisiva.

 Chi ha saputo comunicare meglio la propria idea?

DIS molto chiaro e professionale, attento ai dettagli. Flowerssori ben preparati.

Quale “shark” hai apprezzato di più?

In questa puntata Gianluca Dettori è stato grande! Diretto al punto, pragmatico e molto attento.

Quale business ti piacerebbe comunicare?

Dato il profondo rammarico di Pacini per non aver ricevuto il budget necessario a comunicare Lo scrigno del cuore, potrei proporre una consulenza, anche se purtroppo non ho referenze da presentare. Seriamente, DIS e Orange Fiber restano le mie preferite.

E voi cosa ne pensate? Volete rispondere alle nostre domande? Vi aspettiamo!

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